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Mantenimento

- Spese mediche e scolastiche dei figli: il provvedimento del giudice è titolo esecutivo (Tratto dal quotidiano Diritto e Giustizi@)
Costituisce titolo esecutivo il provvedimento del giudice della separazione, con cui vengono stabilite le modalità di contribuzione relative alle spese mediche e scolastiche ordinarie dei figli; capitolo a parte meritano le spese straordinarie.
Cassazione civile , sez. III, sentenza n° 11316/11

- Assegno ridotto: vige la par condicio anche tra figli legittimi e naturali
Cassazione Civile, sez. I Civile, sentenza n. 8227/11

- Assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne, se non ha redditi
Cassazione Civile, sez. III Civile, sentenza n. 13184/11

- Assegno di divorzio: la dichiarazione dei redditi troppo bassa non è credibile
(Tratto da Altalex del 10.03.2011)
Cassazione civile , sez. I, sentenza 17.02.2011 n° 3905

- L'assegno di divorzio aumenta se variano le condizioni dell’obbligato
(Tratto da Altalex Quotidiano d'informazione giuridica - n.3124 del 01.02.2011)
Cassazione civile , sez. I, sentenza 10.01.2011 n° 367

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La sussistenza di entrate sufficienti a fruire di un discreto livello di vita per chi richiede l'assegno di divorzio non impedisce il riconoscimento del trattamento economico: le eccezionali situazioni patrimoniali e reddituali godute in costanza di matrimonio possono ben imporre un'integrazione a titolo di assegno in favore del coniuge comunque meno abbiente, nonostante, complice l?e avanzata di entrambi, detta integrazione non sia in grado di coprire la differenza di livello con l?onerato ma consenta almeno di attenuarne gli effetti.
Cassazione Civile - Sezione Prima Sentenza n. 2747 del 04 Febbraio 2011

- La figlia si sposa, ma il padre deve continuare a mantenerla
(Tratto del quotidiano giuridico Diritto & Giustizi@ del 27 gennaio 2011).
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 1830/11; depositata il 26 gennaio

- Il marito deve continuare a garantire gioielli ed abiti firmati alla ex moglie
(Tratto del quotidiano giuridico Diritto & Giustizi@del 25 gennaio 2011).
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 1612/11;

- Assegno di mantenimento, riduzione, soppressione, nuova relazione
(Tratto da Altalex Quotidiano d'informazione giuridica - n.3111 del 19.01.2011)
Tribunale Varese, ordinanza 26.11.2010

- L'
assegno, anche se alto, può aumentare se il reddito cambia
Cassazione civile , sez. I, sentenza del 10.11.2010 depositata il 10.01.2011 n° 367/2011
(Tratto da Diritto & Giustizia del 15.01.2011)

- Ex marito obbligato a mantenere il figlio precario, anche se maggiorenne
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 18/11; depositata il 3 gennaio

- Casa al figlio che si sposa? La semplice richiesta di restituzione non basta
Tribunale Lecco, sentenza 01.12.2010 (Tratto da Altalex del 10.01.2011)

- Casa coniugale: il godimento incide sulla determinazione dell'assegno
Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza n. 26197/10; depositata il 28 dicembre

- Figlio maggiorenne perde il lavoro... e pure il mantenimento!
Cassazione civile , sez. I, sentenza 22.11.2010 n° 23590 (Tratto da Altalex del 10.12.2010)

- Figlio maggiorenne? Va mantenuto fino a quando non trova un lavoro
ad hoc
Cassazione civile , sez. I, sentenza 11.11.2010 n° 22909 (Tratto da Altalex del 6.12.2010)

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Nulla la promessa del coniuge di non mettere mai in discussione l’assegno divorzile
Cassazione civile , sez. I, sentenza 04.11.2010 n° 22505 (Tratto da Altalex del 2.12.2010)

- L'obbligo di mantenimento dei figli prescinde dalla potestà genitoriale
(Tratto da DIRITTO e GIUSTIZI@ Quotidiano del 27.11.2010)

- Mantenimento dei figli: la contrazione di un mutuo fa presumere redditi in nero

Non può essere sollevato dall’obbligo del mantenimento il genitore non affidatario che contrae un mutuo per l’acquisto di una casa pur godendo di uno stipendio modesto, in quando ciò fa presumere redditi in nero.

Cassazione penale , sez. VI, sentenza 23.09.2010 n° 34336
(Tratto da Altalex del 14.10.2010, nota di Manuela Rinaldi)

- Revisione dell'assegno di mantenimento e convivenza more uxorio

La nascita di un figlio da altro partner e la convivenza con lo stesso non escludono, se la fase di divorzio è ancora aperta, il diritto della ex moglie ad ottenere l’assegno di mantenimento. Un “nuovo rapporto di convivenza more-uxorio ha caratteristiche di precarietà e quindi i relativi benefici economici che ne possono derivare sono idonei solo a determinare una riduzione dell'assegno posto che l'art. 5 della legge sul divorzio ha inteso tutelare le condizioni minime di autonomia giuridicamente garantite fino a che l'avente diritto non contrae nuove nozze”.
Corte di Cassazione, sez. I, sentenza n. 1096/2010 del 22.01.2010

- Mancato versamento dell’assegno di mantenimento - accertamento
Il mancato versamento dell’assegno stabilito in sede di separazione personale dei coniugi, da parte dell’obbligato, di per sé solo non determina la configurabilità del reato previsto dall'art. 570 co. 2 c.p., in quanto è necessario che sia accertato se, in conseguenza di tale condotta, siano venuti a mancare in concreto al beneficiario i mezzi di sussistenza e se l’obbligato abbia una concreta capacità economica a fornire gli stessi.
Cassazione penale, sez. VI, sentenza n° 42631 del 09.11.2009

- La moglie di giovane età ha diritto all'assegno divorzile anche se potrebbe cercarsi un lavoro.
Il mero lavoro che l'aiuta a sopravvivere non fa venir meno l'obbligo dell'ex marito, l'unica eccezione è data dall'ipotesi in cui l'occupazione le permetta di vivere con lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio.
Cassazione Civile, I sezione, sentenza n. 23906 11.11.2009

- L'assegno scende quando l'ex va in pensione
Il marito che va in pensione percependo un reddito più basso non è tenuto a mantenere la ex moglie con lo stesso tenore di vita goduto dalla coppia durante il matrimonio. La Corte di cassazione ha, infatti, respinto il ricorso di una donna che chiedeva un contributo al marito, andato in pensione, per poter mantenere lo stesso tenore di vita.
Cassazione Civile, sentenza n. 16800 del 17 luglio 2009

- La paghetta e le spese voluttuarie non dispensano il genitore dal mantenimento
L'obbligo di corrispondere al figlio minore i mezzi di sostentamento non si assolve con la corresponsione di mezzi per spese voluttuarie (come la paghetta) o per spese straordinarie (spese mediche e spese per studi), considerato lo stato di bisogno del figlio minorenne, priva di reddito proprio, e considerato altresì che l'obbligo del genitore di provvedere a ovviare a tale stato non viene meno se al sostentamento del minore provvedano altri.


- L'ex marito può sospendere gli alimenti ai figli maggiorenni e precari se hanno un conto in banca decisamente in positivo.
Cassazione Civile sentenza del 6 aprile 2009 n. 8227.


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La ex moglie casalinga abituata, durante il matrimonio, ad avere la colf, ha diritto a un assegno che le consenta di mantenere a servizio la collaboratrice domestica. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6698 del 19 marzo 2009, ha accolto il ricorso della ex moglie di un primario che chiedeva un assegno più alto per poter dare lo stipendio ai collaboratori domestici e fare i viaggi a cui, per anni, era stata abituata.
Civile sentenza del 19 marzo 2009 n. 6698

- Scegliere di comune accordo di avere un tenore di vita basso durante il matrimonio, nonostante i redditi alti, non fa scendere, in caso di separazione, l'assegno di mantenimento che resta parametrato alle entrate. Con una delle pochissime sentenze, la n. 7614 del 30 marzo 2009, che guarda più alla dichiarazione dei redditi che non al tenore di vita effettivamente goduto in costanza di matrimonio la Corte di cassazione ha dato torto a un ex marito condannato a versare alla moglie oltre mille euro al mese.
Civile sentenza del 20 marzo 2009 n. 7614

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L'assegno di mantenimento alla ex, casalinga, non va ridotto neppure se l'azienda di lui è in crisi.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 3916 del 18 febbraio 2009, ha respinto il ricorso di un imprenditore che versava 2mila euro alla ex moglie e altri 2mila per i figli e che chiedeva una riduzione dell'assegno perchè era stato estromesso dalla guida dell'azienda.
Civile sentenza del 18 febbraio 2009 n. 3916

- L'assegno di mantenimento cresce insieme ai figli.

Giovani donne crescono e, con loro, aumenta automaticamente l'assegno di mantenimento a carico di papà. La Corte di Appello di Napoli ha chiarito che il padre di due figlie nate dal primo matrimonio è obbligato ad adeguare l'esborso mensile in loro favore per assecondare "le esigenze di studio, svago e vestiario di due ragazze", senza necessità che la madre debba allegare specifiche circostanze di fatto, dimostrative di una modifica della situazione rispetto a quella concordata al momento della separazione. Questo perchè le esigenze di due giovani donne sono "certamente differenti e maggiori rispetto a quelle di due bambine". Inoltre, i giudici hanno ricordato che il genitore deve consentire alle prime figlie "di conservare un tenore di vita analogo a quello goduto in precedenza e comunque simile a quello di giovani della stessa età e del medesimo contesto sociale". La sentenza n. 232 ha così riconosciuto inadeguato un contributo di 200 euro mensili per ciascuna figlia, in quanto "per esperienza comune, appena sufficiente a soddisfare esclusivamente le essenziali esigenze alimentari, pur tenendo conto di un contributo di analogo valore a carico della madre economicamente autosufficiente".

Corte di Appello di Napoli - Sezione della persona e della famiglia - Sentenza 26 gennaio 2009 n. 232.


- Le successioni ereditarie ricevute dopo il divorzio dal soggetto onorato del pagamento di un assegno divorzile, in mancanza di un peggioramento della situazione economica del soggetto beneficiario dell'assegno, non sono idonee a giustificare l'aumento dell'assegno, concorrendo il relativo incremento patrimoniale unicamente nella valutazione della capacità economica dell'obbligato a pagare l'assegno già in atto.
Civile sentenza del 30 maggio 2007 n. 12687

- Assegno di divorzio e scelta del lavoro part time da parte del coniuge obbligato

La riduzione del reddito della persona obbligata al pagamento dell'assegno divorzile non può non incidere sulla misura di quest'ultimo, a nulla rilevando che la suddetta riduzione dipenda da una libera scelta del lavoratore, il quale abbia optato per attività meno redditizie.

In tema di revisione dell'assegno di divorzio, la sopravvenuta diminuione zione dei redditi da lavoro dell'obbligato è suscettibile di assumere rilievo, quale possibile giustificato motivo di riduzione o soppressione dell'assegno, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 898 del 1970 - nel quadro di una rinnovata valutazione comparativa della situazione economica delle parti ed in quanto risulti oggettivamente idonea ad alterare l'equilibrio determinato al momento della pronuncia di divorzio - anche se dipendente da una libera scelta dello stesso obbligato riguardo all'oggetto ed alle modalità di svolgimento della propria attività lavorativa, quale, nella specie, quella di svolgere tale attività a tempo parziale, anziché a tempo pieno.

Cassazione Civile, sez. I civile, sentenza 11.03.2006 n° 5378


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